domenica 25 novembre 2007

... ricordi

Oggi, col sole che c'era, a casa a sistemare un po' qua un po' là ... sigh sigh ... e proprio sistemando la libreria di mio figlio.. colma e terribilmente in disordine mi capitano tra le mani quei fantastici libricini del mitico Gianni Rodari che tanto mi hanno fatto compagnia e sorridere e talvolta anche rasserenato. Quanti ricordi! Ho amato le sue filastrocche, i suoi racconti sin dai tempi della scuola, ritrovati poi i primi anni di scuola elementare di mio figlio. Quante filastrocche studiate a memoria,con quelle rime così .. regolari, semplici da mandare a mente, che riscaldavano il cuore trasmettendo la leggerezza e la semplicità della vita. E ricordo che facevo studiare a memoria le poesie a mio figlio mentre giocava, o mangiava, o era affaccendato in qualcosa che nn gli impegnava la testa, o se eravamo a passeggiare per il parco ... ci raccontavamo la filastrocca, una strofa lui una io scambiandoci le parti ogni volta che la ripetevamo e la felicità in quegli occhioni azzurri quando la diceva tutta d'un fiato da solo e magari arrivava a casa con un bel voto sul diario... Sfogliando il primo libro, eccone una che si intona alla pioggia di questi giorni e che ricordo invece, fu una delle poche, in realtà, che ci diede del filo da torcere.

L'OMBRELLO.

Filastrocca per quando piove:
chi sta in casa non si muove,
io che in casa divento tetro
esco e il tetto mi porto dietro...

Un piccolo tetto di stoffa nera,
con tante stecche messe a raggera.
O che fenomeno simpatico
vedere un tetto con il manico!
Così me ne vado bello bello
fischiettando sotto l'ombrello.
(G.Rodari)

... e anche se mio figlio oggi sia ormai un adolescente, altissimo, con un vocione pazzesco, indipendente, talvolta sulle sue come purtroppo fa essere questa età, io vedo sempre il mio bambino con quegli occhioni azzurro-grigi, un momento limpidi e sorridenti, un momento dopo plumbei come il cielo di questi giorni ...

Maria

mercoledì 31 ottobre 2007

breve viaggio

infrasettimanale per andare a festeggiare la mia prima nipote nonchè unica figlioccia, 18 anni sono importanti e hanno un certo peso nella vita di un adolescente, ricordo i miei sebbene siano ormai passati tanti e tanti anni.


Eccomi poco dopo l'alba a Caselle, "La Stampa", ebbene sì sempre quello, come compagno di viaggio in attesa di imbarcarmi e volare verso sud... Primo veloce stop a Fiumicino, cambio volo e via verso Reggio Calabria.


Bella giornata nonostante residui di nuvoloni per la pioggia dei giorni precedenti. Sono le 11,00 e le cose da fare per la festa che ci sarà alla sera sono ancora molte. Portiamo subito le decorazioni al ristorante così ne approfittiamo per fare qualche scatto a quel tratto di costa che ci ha regalato i magnifici Bronzi di Riace.



Torniamo in città, pranzo ultra-veloce e leggero, e nel primo pomeriggio un po' di relax con una passeggiata sulla bellissima Via Marina da cui si può vedere la Sicilia e ammirare l'inizio dello Stretto di Messina. Meno male che non fanno il ponte, con che coraggio avrebbero deturpato quello splendido paesaggio e rovinato quel fondale così importante per la flora e fauna marina!!






Cala la sera e finalmente i festeggiamenti hanno inizio. Per fortuna non fa troppo freddo, visto l'abbigliamento leggero che mi sono portata, pur nella sua semplicità la classica camicia bianca su pantalone nero fa sempre la sua figura.

Qui sopra una parte del ristorante ripresa nel pomeriggio, purtroppo era in ristrutturazione e non ho voluto fotografare impalcature e laterizi vari.



Cena buonissima nella sua semplicità. Mia nipote ha optato per stuzzichini vari, arancini, mozzarelline, mozzarelle in carrozza, pizzette e tante altre golosità ... tutto fritto ma per nulla pesante e unto. Gelato, per dessert, devo dire scelta azzeccata, giochi e balli e per finire una torta strepitosa uscita dalle mani di fata della mia adoratissima sorella che oltre a fare dolci buoni che più buoni non si può, è anche strepitosa nelle decorazioni rendendo ogni torta unica nella sua bellezza e, così come tutto ciò che cucina dal dolce al salato, delicatamente e deliziosamente appagante per il palato.

Purtroppo il mio viaggio è finito presto, e l'Alitalia mi ha regalato un ritardo di un'ora e mezza. Bè, sentendo e leggendo cosa subiscono certi passeggeri, che dite, sono pure stata fortunata?

:-))

Maria

domenica 30 settembre 2007

agar-agar

continuano i miei esperimenti con quest'alga davvero spettacolare che mi sta dando grandi soddisfazioni. Budini strepitosi, buoni, con latte di avena, e poi di riso, e di soia. Devo dire che quello che amo di più è il budino al latte di avena... quello che sto mangiando a colazione in questi giorni è fatto appunto con latte di avena che ho fatto bollire con una stecca di cannella e agar agar. Una volta tolto dal fuoco, ho aggiunto un cucchiaio di succo di agave quindi l'ho messo in vasetti di vetro con uvetta sultanina ammollata in semplice acqua tiepida, e fiocchi grandi di avena. Bè, per me una vera delizia. Il budino della foto invece, l'ho fatto con latte di riso, mirtilli freschi, quindi sotto ho messo della gelatina di fragole (le ho frullate e poi ho aggiunto acqua dove avevo sciolto agar agar e fatto bollire qualche minuto), e sopra, con lo stesso procedimento, gelatina di mirtilli.

Stamane invece mi sono accorta di non avere la colazione per domani... così ho tirato fuori dal frigo la mia pasta madre sempre straordinariamente gonfia e pronta a soddisfare ogni mio capriccio, e dopo due lunghissime lievitazioni, ho fatto un pandolce come piace a me, poco dolce, con farina di mais (circa 70 g.) e farina integrale (circa 100 g.), latte di avena, miele (1C) e sciroppo d'acero (2C), ricco di uvetta sultanina e semi di anice, sopra semi di papavero. Ahimè non sono brava nelle composizioni nè nelle forme, tantomeno nelle presentazioni, ma sono piccole chicche che a me, da buongustaia quale NON sono, piacciono. Ed essendo tanto noiosa per mangiare, salutista convinta ed estrema, semi vegetariana, mi coccolo con le mie produzioni di pane con farine di ogni tipo: segale, orzo, farro, ceci, kamut, ecc., sempre integrali, rigorosamente bio e, laddove pox, macinate a pietra e i miei ormai noti yogurt di latte di mucca, di soia e presto di riso e soprattutto devo riuscire a farlo di avena.
Maria


...

finalmente ho finito di imbiancare il tinello. Oggi anche l'ultima parete ha abbandonato lo spatolato salmone che cominciava a darmi un po' sui nervi, per diventare tutto nuovamente immacolato, bianco come la neve...così le macchie si vedono meglio. In realtà dovrei dare la mano di giallo oro, come l'ingresso, ma devo ancora fare la camera e manca ormai poco all'accensione dei riscaldamenti e poi non ho più voglia di avere la casa sottosopra, spostare mobili ecc. ecc. E dopo aver finito, benchè fossi stanca ma, evidentemente, non lo dimostravo abbastanza, vista l'energia che riesco sempre a sprigionare, mio figlio, bello bello, fresco fresco, riposato riposato se ne viene fuori chiedendomi per cena, magari chissà, un bel piatto di gnocchi verdi. VERDIIIII? Ma non avevo spinaci da usare nè coloranti, e poi i coloranti neanche li uso!!! Ma mammà che non sa dire di no alla sua "tenera" (?!?) creatura, e da mammà classica italiana che segue il motto "i figli so piezze e core"..a dire il vero io aggiungo sempre qualcos'altro ma in questa sede, forse, è meglio non ripetere.. ordunque l'idea è venuta fuori eccome. Il mio bravo ortolano del mercato giusto ieri mattina mi aveva venduto delle splendide cime di rapa ..A dire il vero io non le ho mai usate perchè non amo molto la verdura cotta e, a parte cavolfiori, broccoli, zucca, zucchini, trombette e poco altro tutti cotti rigorosamente a vapore, preferisco verdura cruda di ogni genere. Ma tant'è, ogni tanto bisogna pur provare e devo dire grazie al mio ortolano. Ho fatto gli gnocchi... di cime? vi stasete domandando... Ebbene sì, lo confesso. Eccoli...Tra l'altro il ragazzo ha gradito e mangiato con gusto...

Ho scottato in pochissima acqua le cime, solo le foglie, le ho poi frullate con la loro acqua. Aggiunto semola e farina 00 fino ad ottenere un impasto morbido da gnocchi e voilà... in pochi minuti una parte da mangiare subito, e un'altra in freezer per altre due volte.
Ma le cime non erano finite...e per me le ho tagliate sottilmente e aggiunte a miglio tostato in padella con l'aggiunta di zucca gialla e un poco di acqua calda. Verso fine cottura ho aromatizzato il tutto con semi di finocchietto e una manciata di erbe secche di provenza. Stupendo piatto, perchè il miglio, tostandolo, è rimasto ben sgranato e non un ammasso come di solito mi capitava, quindi ne ho potuto apprezzare la consistenza croccante e poi la zucca, bè, che dire, è uno dei miei ortaggi preferiti, dunque...e le cime hanno aggiunto non solo una nota di colore, ma anche un sapore che ben si è accompagnato al dolce della meravigliosa zucca.
Maria

lunedì 17 settembre 2007

domenica






in quel di Cavour. Paese carinissimo, tranquillo, un poco di movimento grazie ad un matrimonio, del resto di domenica mattina può quasi sembrare normale di trovare gente vestita per la festa con un lui tirato a lucido e una lei in abito bianco, talvolta elegante, raffinato, bello, talaltra solito principessa sissy molto classico o peggio ridicolmente pacchiano. Ma tant'è i matrimoni sn matrimoni appunto.

Noi abbiamo pranzato in un bellissimo agriturismo, cascina mombello, pranzo molto buono, semplice con tanta mela ovunque, del resto sn grandi produttori. Posto divertente soprattutto per bambini, mica per niente è visitato da orde di ragazzini festanti in gita, sia di scuole materne che elementari.
Abbiamo mangiato, ma che dico stramangiato ad un prezzo equo e quello che davvero mi ha fatto strabiliare è stata una bagna cauda su un tortino di peperoni avvolto in pasta sfoglia. Sarà che adoro questa salsa piemontese, io meridionale doc. E poi fritto misto sebbene abbia mangiato solo quello dolce poichè nn mangio carne... gli altri si sn letteralmente leccati i baffi facendo il bis di ogni portata ...
Maria

mercoledì 12 settembre 2007

ancora viù




Maria...

viù


si capisce che amo le mucche? Perfino il loro odore, che sarà pure di letame, ma chissà perchè mi da' un senso di pulito, di naturale,di semplice. E mi riporta alla mia infanzia, quando abitavo in quel di rosta, un piccolo paese ormai diventato il classico bel paesotto con tante ville e casette di ogni genere e forma. E che nn riconosco più.
Queste uscite domenicali ci stanno facendo scoprire posti, relativamente vicino casa, che nn conoscevamo. Ma che sto imparando ad apprezzare ed amare. Mi ci trasferirei, solo che le comodità della città, col lavoro vicino casa, scuola, e tutto il resto, per quanto irrespirabile e invivibile sia, è un lusso al quale è difficile rinunciare.
Un agriturismo spettacolare ci ha fatto assaporare piatti semplici ma davvero straordinari. Ho mangiato una panna cotta, io che nn amo molto i dolci, con una salsa ai famosi "ramassin" delle ns parti strepitosa. Posso tranquillamente dire, visto che di panna cotta ne ho assaggiata tanta (è l'unico dolce che prendo quando mangio fuori), che è la più buona mangiata sinora.
Maria